“Gettiamo” l’usa e getta

Un nuovo modello di sviluppo

Prima della rivoluzione industriale, le economie agricole riutilizzavano o riciclavano qualsiasi cosa che potesse essere riconvertito. Basti pensare alle nonne che usavano vecchi vestiti per fare nuove cose utili per la casa, o l’olio d’oliva per fare il sapone, o il vino per fare l’aceto. Con il legno si faceva il carbone per il riscaldamento e con gli scarti animali si fertilizzavano i campi. Ma con l’avvento di un  sistema economico basato sullo sfruttamento immediato, il ciclo di vita dei beni si è accorciato ed è diventato lineare. L’economia circolare prevede che tutte le attività siano organizzate in modo che i rifiuti di qualcuno diventino risorse per qualcun altro.

L’Unione Europea

l’Unione europea (Ue) sta dando forma alla sua agenda di economia circolare attraverso la proposta di revisione di cinque direttive (relative a rifiuti, rifiuti di imballaggio, discariche, rifiuti elettronici e rifiuti di pile e all’uso di fertilizzanti biologici) e attraverso il piano d’azione per l’economia circolare dell’Ue. Ad esempio, ha stabilito gli obiettivi sullo spreco per il 2030, ovvero riciclare il 65 per cento dei rifiuti urbani e il 75 per cento dei rifiuti da imballaggio, insieme all’obiettivo vincolante di ridurre la produzione dei rifiuti che finiscono in discarica, fino a un tetto massimo del 10 per cento.

IL LEGNO DI NUOVO PROTAGONISTA
Il piano d’azione Legno attua la politica della Confederazione in materia di gestione della risorsa legno. Nel quadro di questo piano d’azione, sono stati avviati e sovvenzionati diversi progetti incentrati sulla materia prima legno e la sua utilizzazione.

USA E GETTA

L’economia di oggi si basa sullei parole chiave “prendi, produci, usa e getta”. I nuovi prodotti sono realizzati per rispondere a un solo bisogno e la diversificazione sembra prevalere sulla risposta al bisogno stesso. I beni vengono comprati, usati e buttati di continuo invece di essere riutilizzati o riparati. Questo è insostenibile, non solo a livello ambientale per via delle risorse e delle energie limitate, ma anche a livello economico per la volatilità del prezzo delle risorse e dei maggiori rischi implicati.

ECONOMIA CIRCOLARE

In natura, la fine rappresenta una possibilità di rinascita. Nell’economia circolare i prodotti sono pensati per avere una nuova vita grazie alla riparazione e alla ricostruzione. Possono addirittura essere trasformati in nuove cose o utilizzati come nuove risorse per altri prodotti. Inoltre, circolarità significa essere consapevoli del consumo di acqua e di energia richiesti nella produzione.

CONSUMATORI-UTENTI

Un altro modo di vedere la circolarità è il cambio di proprietà: i consumatori diventano utenti, non proprietari. Gli utenti “noleggiano” un prodotto, come una lavatrice, un cellulare o una macchina, e un’azienda fornisce i servizi collegati. Quindi, i costi vengono ridotti per entrambe le parti, si assicura il riciclo dei materiali e viene raggiunto un alto livello di efficienza. Molti sono gli esempio di successo dell’approccio basato sui servizi.

UN NUOVO MODO DI FARE LE COSE

Il passaggio dalle economie agricole alla produzione odierna è stato sì un percorso di crescita e innovazione tecnologica, ma anche di spreco e sfruttamento. L’economia circolare è un modo diverso di vedere le cose ma, in realtà, ci ricorda semplicemente come funzionano i cicli naturali: sono completi, efficienti e interconnessi, sono l’ultimo paradigma della sostenibilità.